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  • 26.01.2020
Ragazza vergine, grave scoperta alla prima notte: “Un inferno”
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26.01.2020

Ragazza vergine, grave scoperta alla prima notte: “Un inferno”

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Stephanie Muller era una ragazza vergine, cresciuta in una famiglia cristiana. Ha deciso di volere restare illibata fino a quando non si sarebbe sposata. Questa 23enne ha incontrato Andrew, 31 anni, colui che sarebbe diventato suo marito.Trans man shares his incredible before and after photos

Si sono sposati a New York, dopo due anni di fidanzamento e scegliendo di volere fare coincidere la loro prima notte con la prima volta che avrebbero dormito insieme a letto nella loro luna di miele. Ma quando hanno provato, la penetrazione è risultata troppo difficile e Stephanie ha contratto una grave infezione da lievito. A nulla sono valsi i medicinali somministrati. Questa dolorosa condizione è durata per più di 3 mesi. Ad un successivo esame pelvico, la ragazza vergine urlò dal dolore. Ha riprovato ad avere un rapporto, dopo che finalmente questa infezione è rimasta alle spalle. Ma di nuovo non è andata bene. A gennaio del 2018 un ginecologo le aveva riscontrato una strana patologia nota come ‘vaginismo’.

Si tratta di una condizione fisica per la quale la vagina si restringe improvvisamente. Stephanie ha detto che la sua diagnosi ha richiesto molto tempo perché non si era accorta che si trattava di un problema fino a quando non lo ha scoperto solo dopo il suo matrimonio. “Restare illibata per la prima notte di nozze è stata una mia scelta personale. Volevo farlo solamente con colui che sarebbe diventato mio marito”, racconta la ragazza. “Personalmente credo che un rapporto carnale sia una cosa molto intima e speciale. Non volevo condividere il mio corpo se non con colui che avrebbe finito per sposarmi. Nonostante l’eccessivo attaccamento alle tradizioni o il bigottismo, ho sentito che la castità fino al momento giusto sarebbe stata la cosa migliore per me”. Dopo la sua diagnosi, Stephanie si è rivolta al Vaginismus and Women’s Therapy Center, ma tale scelta non sarebbe stata coperta dall’assicurazione sanitaria per quanto riguarda le spese affrontate.

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La giovane ha iniziato ad assumere il Vicodin, un medicinale usato per alleviare il dolore e che le avrebbe consentito di avere dei rapporti senza problematiche con il marito. “Mi sono vergognata con mio marito per l’impossibilità di potere avere rapporti. Era quasi come vivere con un coinquilino piuttosto che con un compagno di vita. Siamo giunti al punto da avere paura di riprovare ancora ad avere un rapporto. Era troppo spaventato di andare incontro ancora una volta ad un buco dell’acqua”. Infine, a settembre 2018, la coppia ha voluto confrontarsi in maniera seria sull’argomento. “Entrambi abbiamo deciso che la mia patologia non avrebbe dovuto condizionarci. Questo ci ha davvero aiutato a guarire in modo emotivo. Ho acquistato un set di dilatatori online fornito con un paio di libri, ma personalmente non li ho trovati utili”.Sickening Auschwitz note decoded

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